venerdì 28 marzo 2014

Premi Abbiati 2013: Daniel Barenboim miglior direttore

Il Teatro alla Scala di Milano ottiene tre Premi Abbiati dell’Associazione Critici Musicali. I riconoscimenti vanno a Daniel Barenboim come miglior direttore, al team scene-costumi-luci-video della Tetralogia di Wagner e al soprano Maria Agresta


Queste le motivazioni.

Daniel Barenboim. Der Ring des Nibelungen di Richard Wagner.  Per un’interpretazione del ciclo completo che recava l’ampiezza di respiro degli sconfinati orizzonti wagneriani senza tralasciare la perfetta rifinitura di ogni dettaglio lessicale; per la definizione di un suono potente e agile allo stesso tempo; per la capacità di restituire l’unità di concezione del Ring e di tradurla nelle sue innumerevoli sfaccettature drammatiche; per la profondità di penetrazione nell’universo wagneriano maturata lungo decenni di militanza intelligente e appassionata.


Guy Cassiers, Enrico Bagnoli, Tim Van Steenbergen, Arjen Klerkx, Kurt D’Haeseleer. Der Ring des Nibelungen. Per la capacità dimostrata dal team creativo della Tetralogia presentata in un’unica soluzione dal Teatro alla Scala in occasione del bicentenario wagneriano di superare il realismo rappresentativo e parlare con immagini astratte ed evocatrici. Il riuscito connubio di elementi scenici, videografici e luministici, perennemente trascoloranti e simbolicamente allusivi, restituiva al quadro visivo compattezza scenico-musicale e potenza metaforica, in rara sintonia con le utopie d’autore.

Maria Agresta. Voce purissima di soprano lirico, dal timbro privilegiato e da colori preziosi, dalla tecnica completa, si è inserita autorevolmente nella grande tradizione italiana, in un repertorio che comprende personaggi diversi per vocalità e temperamento, da Elvira dei Puritani a Liù di Turandot. Nel 2013 ha dato un incisivo contributo all’interpretazione della produzione verdiana dagli Anni di Galera, con I Masnadieri alla Fenice e Oberto conte di San Bonifacio alla Scala, a quella della maturità, con Otello al Carlo Felice.

Con questi  tre riconoscimenti salgono a 22 i Premi Abbiati che la Scala ha conquistato dal 2006 a oggi, durante la direzione artistica di Stéphane LIssner:  per gli spettacoli Kat’a Kabanová di Janacek,  regia di Robert Carsen e direzione di John Eliot Gardiner (2006); Tristan und Isolde di Chéreau-Barenboim (2007); Il giocatore di Prokof’ev, regia, scene e costumi di Dmitri Tcherniakov (2008); Lulu di Berg, regia di Peter Stein, direttore Daniele Gatti (2010); Quartett di Luca Francesconi (2011); Death in Venice di Britten, scene e costumi di Chloe Obolensky (2011); Lohengrin per la regia di Claus Guth e la direzione di Daniel Barenboim (2012), a Robert  Lepage come miglior regista per The Rake’s Progress di Stravinskij (2009); al Maestro del Coro Bruno Casoni nel 2008; ai direttori Esa-Pekka Salonen (Da una casa di morti di Janáček e concerti sinfonici, 2010), Daniel Harding (Cavalleria/Pagliacci e concerti sinfonici, 2011), Fabio Luisi (Manon di Massenet e concerti sinfonici, 2012) ai cantanti Vito Priante (Il prigioniero di Dallapiccola, 2008), Sara Mingardo (L’Orfeo di Monteverdi, 2009), Jonas Kaufmann (Carmen, 2009), Nina Stemme (La Valchiria, 2010), Joyce DiDonato (La donna del lago, Der Rosenkavalier, 2011), John Graham-Hall (Morte a Venezia, 2011), Evelyn Herlitzius (Lohengrin, 2012).

(comunicato stampa)