martedì 23 agosto 2016

“Carmen”: la trama

Carmen
Opéra comique in quattro atti

Musica
Georges Bizet (Parigi, 25 ottobre 1838 – Bougival, 3 giugno 1875)

Libretto
Ludovic Halevy (Parigi, 1 gennaio 1834 – Ivi, 7 maggio 1908) e Henri Meilhac (Parigi, 21 febbraio 1830 – Ivi, 6 luglio 1897) dall’omonima novella di Prosper Mérimée (Parigi, 28 settembre 1803 – Cannes, 23 settembre 1870)


Prima rappresentazione
Parigi, Opéra-Comique, 3 marzo 1875

Personaggi
Carmen (mezzosoprano)
Micaëla (soprano)
Frasquita (soprano)
Mercédès (mezzosoprano)
Don José (tenore)
Escamillo (baritono)
Il Dancaïre (tenore)
Il Remendado (tenore)
Zuniga (basso)
Moralès (baritono)
Lillas Pastia (voce recitante)
Una guida (voce recitante)

Ufficiali, dragoni, monelli, sigaraie, zingare, contrabbandieri

La vicenda si svolge in Spagna (a Siviglia) verso il 1820

ATTO I 

Moralès, capo dei dragoni, si trova presso la manifattura di tabacchi, in una piazza di Siviglia e osserva il passaggio della gente. Fra la folla avanza una giovane, Micaëla, che è alla ricerca del suo innamorato, il brigadiere Don José: Moralès la invita ad attendere ma la giovane si allontana. In piazza, nel frattempo, arrivano anche le ragazze che escono dalla manifattura di tabacchi per la pausa: solo Don José, arrivato in quegli istanti, si mostra disinteressato a loro, perché ama la sua Micaëla e ha promesso di sposarla. Tutti gli uomini attendono, invece, l’arrivo della bella Carmen: quest’ultima, accortasi dell’indifferenza di Don José avanza spavalda verso di lui cantando, danza una vorticosa “habanera” e, prima di rientrare nella manifattura, gli getta sul viso un fiore.

José ne è turbato e nasconde il fiore sotto la giubba: frattanto, arriva Micaëla che gli reca notizie della madre lontana e lo informa che lascerà la città per raggiungerla, promettendogli di tornare. Prima di andarsene lo bacia castamente.

Appena la ragazza è andata via, Don José tira fuori il fiore per gettarlo via, ma viene interrotto da un alterco che viene dalla fabbrica: Carmen si è azzuffata con una compagna e l’ha ferita al volto. Zuniga, tenente delle guardia, l’arresta e ordina a Don José di portarla in prigione. Rimasta da sola con l’uomo, Carmen inizia la sua opera di seduzione e gli promette amore in cambio della libertà. José, ormai irretito, l’aiuta a fuggire.

ATTO II 

Un mese dopo, nella taverna di Lillas Pastia, Carmen attende il ritorno di Don José che, nel frattempo, è stato imprigionato, per averla lasciata fuggire. Carmen è in compagnia delle amiche Mercedes e Frasquita, e canta e danza fra un gruppo di dragoni. Alla taverna arriva anche il torero Escamillo, vincitore della corrida di Granada, sedotto immediatamente fascino di Carmen. Mentre l’oste sta per chiudere, entrano il Dancairo e il Remendado, entrambi contrabbandieri che si servono della gitana per i loro traffici. Questa volta, però, Carmen rifiuta e si dichiara innamorata.

Finalmente giunge Don José accorso alla locanda per rivedere la gitana che balla per lui accompagnandosi con le nacchere: la danza è, però, interrotta dalle note della ritirata. Ligio al suo dovere, Don Josè decide di ritornare in caserma ma Carmen cerca di trattenerlo. Nel frattempo ritorna Zuniga per restare con la sigaraia. Acceso dalla gelosia, Don José si scatena contro il capitano. Intervengono i contrabbandieri, e Zuniga viene immobilizzato sotto la minaccia delle pistole. A Don Josè non resta quindi altra scelta: seguire Carmen e i suoi amici, disertando l’esercito. 

ATTO III 

I contrabbandieri sono accampati tra selvaggi dirupi in un punto strategico. Don Josè e Carmen sono rimasti soli ma il loro rapporto non è più quello di un tempo. La sigaraia pensa ad altre avventure e Don José è tormentato dai rimorsi: l’indifferenza della donna accentua, poi, la sua gelosia. Carmen legge nelle carte il proprio avvenire e il responso è tragico: la morte!

Micaëla, spaurita e tremante, viene a cercare Don José, nel disperato tentativo di redimerlo; lo chiama, ma egli non risponde. Ad un tratto si ode uno sparo: la ragazza fugge mentre appare Escamillo, scampato per poco al colpo di Don José. I due rivali estraggono il coltello e si affrontano. Il dragone sta per colpire il torero, ma la mano di Carmen lo ferma. Mentre Don José furente minaccia la sigaraia, il Remendado scorge Micaëla, giunta per annunciare all'amato che sua madre moribonda vuole vederlo per l’ultima volta. Tutti lo convincono a partire: dapprima egli è incerto poi s'allontana con la ragazza. 

ATTO IV 

È il giorno della corrida e la folla, festante, attende sulla piazza di Siviglia davanti all'Arena, acclamando il corteo dei “toreadores”, degli “aguazil”, dei “picadores”, dei “banderilleros” e l’“espada” Escamillo, che arriva assieme a Carmen, ormai innamorata dell’uomo.

Le amiche Mercedes e Frasquita esortano la gitana a fuggire perché Don José la sta cercando. L’uomo si umilia davanti alla donna, pregandola di seguirlo per vivere una nuova esistenza. La vittoria di Escamillo interrompe il dialogo fattosi acceso.

Carmen corre giubilante verso il torero, ma Don Josè la ferma: essa allora confessa cinica, crudele e spavalda il suo amore per il torero e gli getta in faccia l’anello che le ha donato in senso di disprezzo.


Accecato dalla gelosia, Don José avanza verso la donna l’uccide. Carmen cade senza vita mentre la folla allibita assiste alla tragica scena. Don José, sul corpo dell'amata, la invoca disperato e viene arrestato.

Adriana Benignetti