venerdì 9 settembre 2016

“The turn of the screw”: la trama

(Foto. milanopera-tickets.com)
The turn of the screw (Il giro di vite)
Opera in un prologo e due atti

Musica
Benjamin Britten  (Lowestoft, 22 novembre 1913 – Aldeburgh, 4 dicembre 1976)

Libretto
Myfanwy Piper (Londra, 28 marzo 1911 – Fawley Bottom, 18 gennaio 1997)  da un racconto di Henry James (1898)

Prima rappresentazione
Venezia, Teatro La Fenice, 14 settembre 1954

Personaggi
The Prologue / Peter Quint                       
The Governess                                           
Mrs Grose                                                    
Miss Jessel                                                 
Miles                                                            
Flora                                                             

La trama (di Cesare Fertonani dal libretto dal programma di sala The Turn of the Screw - 14 settembre 2016 del ©Teatro alla Scala)

Prologo
La voce di un narratore racconta l’antefatto. Un’istitutrice è stata assunta per occuparsi,  nella residenza di Bly, di due bambini rimasti orfani dal loro zio e tutore, il quale non vuole peraltro essere importunato per nessuna ragione; dopo aver esitato per la clausola inconsueta, la donna accetta l’incarico.

Atto primo
Scena prima. In viaggio
In viaggio verso Bly, l’Istitutrice è in ansia per la situazione che l’attende. 

Scena seconda. Il benvenuto
La governante di Bly, Mrs. Grose, cerca invano di placare l’eccitazione dei due bambini, Flora e Miles, i quali si contendono le attenzioni dell’Istitutrice non appena questa è scesa dalla carrozza. L’accoglienza festosa e le rassicurazioni di Mrs. Grose sull’indole dei bambini fanno sì che l’Istitutrice si senta a casa.

Scena terza. La lettera
Mrs. Grose consegna all’Istitutrice una lettera nella quale si avverte che Miles è stato espulso per motivi disciplinari dalla scuola che frequenta. Osservando il bambino che gioca con la sorella, tuttavia, l’Istitutrice non può credere che questi si sia comportato male.

Scena quarta. La torre
Mentre di sera l’Istitutrice passeggia tranquilla nel parco, scorge la figura inquietante di un uomo aggirarsi sulla torre: molto impaurita, si allontana.

Scena quinta. La finestra
Quando Flora e Miles cantano una filastrocca, lo sconosciuto appare di nuovo alla finestra. A questo punto l’Istitutrice, molto turbata, vuole saperne di più e descrive l’uomo a Mrs. Grose, la quale le dice che deve trattarsi di Peter Quint, già servitore a Bly, il quale era stato cacciato per il suo torbido legame con la precedente istitutrice, Miss Jessel, e per la cattiva influenza che esercitava sui bambini. Quando comprende che sia Quint sia Miss Jessel sono morti, l’Istitutrice è terrorizzata; sente che su Bly incombe un’atmosfera malvagia e intuisce che Quint ritornerà ancora. Ciò nonostante, d’accordo con Mrs. Grose, decide di proteggere i bambini da queste presenze demoniache senza chiedere aiuto.

Scena sesta. La lezione
Durante una lezione di latino, Miles si dimostra molto ben preparato. All’improvviso intona però una strana filastrocca sui diversi significati del termine “malo” che rivela il suo turbamento interiore; alla domanda dell’Istitutrice dove l’abbia sentita, non sa rispondere.

Scena settima. Il lago
In riva al lago del parco, L’Istitutrice spiega a Flora un po’ di geografia. La bambina si mette a cantare una ninnananna alla sua bambola e sull’altra sponda del lago appare il fantasma di Miss Jessel, che però si dissolve subito. L’Istitutrice è sconvolta: si rende conto che i bambini fanno finta di non vedere gli spettri, sono loro complici e sono dunque ormai già perduti.

Scena ottava. Di notte
I fantasmi di Quint e Miss Jessel riappaiono quando i bambini stanno per andare a letto. Quint attira a sé Miles, Miss Jessel chiama Flora: i bambini sono incantati e posseduti dagli spettri. Quando irrompono l’Istitutrice e Mrs. Grose, i fantasmi scompaiono.

Atto secondo
Scena prima. Colloquio e soliloquio
Quint e Miss Jessel riappaiono: il rapporto di sottomissione di Miss Jessel a Quint, che legava i due personaggi quando erano in vita, persiste ancora. Ora i fantasmi riaffermano il loro intento di dominare e quindi annientare i bambini, riassunto nella citazione da Yeats “La cerimonia dell’innocenza è annegata” (“The ceremony of innocence is drowned”). Poco dopo l’Istitutrice si dispera perché non sa come salvare Flora e Miles.

Scena seconda. Le campane
Vicino alla chiesa, Flora e Miles intonano una specie di salmo. Benché la canzone non sia esplicitamente blasfema, l’Istitutrice si accorge che i bambini stanno parlando di cose orribili. Mrs. Grose la consiglia di scrivere allo zio tutore, ma l’Istitutrice sa di non poterlo fare e quando Miles la sfida a intervenire decide di andarsene da quel luogo maledetto.

Scena terza. Miss Jessel
Nell’aula l’Istitutrice trova Miss Jessel, con la quale ha un drammatico confronto prima che il fantasma della donna si dissolva; a questo punto, decide di restare a Bly ma di scrivere allo zio dei bambini per chiedergli un incontro.

Scena quarta. La camera da letto
Nella sua camera, al lume di una candela, Miles intona la filastrocca sul termine “malo”. L’Istitutrice lo informa di aver scritto allo zio e cerca di riconquistarne la fiducia, ma Quint è in agguato: restano al buio e Miles si accusa di aver spento lui la candela.

Scena quinta. Quint
Indotto da Quint, Miles ruba la lettera dell’Istitutrice prima che possa essere spedita.

Scena sesta. Il pianoforte
Mentre Flora gioca, Miles suona il pianoforte ammirato dall’Istitutrice e da Mrs. Grose. Quando questa s’addormenta, Flora ne approfitta per uscire dalla stanza. L’Istitutrice capisce allora che Miles ha suonato soltanto per distrarre la sua attenzione e quella di Mrs. Grose, per permettere a Flora di incontrarsi con Miss Jessel.

Scena settima. Flora
L’Istitutrice e Mrs. Grose trovano Flora in riva al lago dove c’è anche Miss Jessel, che tuttavia è invisibile agli occhi della governante. L’Istitutrice affronta Flora e cerca invano di farle ammettere la presenza del fantasma; per tutta risposta, Flora le riversa addosso tutto il suo odio. L’Istitutrice sente di aver fallito ogni tentativo di salvare i due bambini.

Scena ottava. Miles
Dopo aver sentito Flora parlare nel sonno, anche Mrs. Grose è ora convinta della gravità della situazione. Si decide che Flora andrà dallo zio accompagnata dalla governante; inoltre si scopre che la lettera non è mai stata spedita. Rimasta sola con Miles, l’Istitutrice tenta di fargli confessare il furto, ma Quint lo incita a negare sino a quando il bambino cede, ammette il furto e pronuncia il nome del mandante: “Peter Quint, demonio!” (“Peter Quint, you devil!”). Il fantasma scompare, ma Miles muore tra le braccia dell’Istitutrice.