giovedì 16 luglio 2015

Addio ad Alan Curtis (1934 – 2015)

Il clavicembalista, musicologo e direttore americano nato a Mason il 17 novembre del 1934, è scomparso ieri, 15 luglio, a Firenze all’età di 80 anni


Nato nel Michigan, Alan Curtis ha insegnato per diversi anni presso la celebre University of California (Berkeley). I suoi interessi musicali relativi al melodramma spaziano da Monteverdi a Mozart, e sulla rivista Orpheus (Berlino), si è parlato di lui come di un “avanguardista della musica antica”. 







Già da studente, negli anni cinquanta, fu il primo ad affrontare i problemi interpretativi dei preludi non misurati per clavicembalo di Louis Couperin, e in breve tempo si è affermato come un pioniere del ritorno agli strumenti originali ed alla prassi esecutiva filologica delle opere barocche. La sua “restituzione” radicalmente nuova de L’incoronazione di Poppea fu ascoltata per la prima volta a Berkeley (California) negli anni sessanta, e poi allestita con grande successo in una serie di produzioni, ad Amsterdam, Bruxelles, Spoleto, Innsbruck e al Teatro La Fenice di Venezia (edizione, quest’ultima, trasmessa dalla RAI-TV e registrata dalla Fonit-Cetra), e poi stampata da Novello (Londra, 1990). Molte delle sue incisioni discografiche hanno ottenuto importanti riconoscimenti e premi: l’Admeto di Händel, la Susanna di Stradella, l’Erismena di Cavalli, i Pièces de clavecin di Louis Couperin (Archiv), le Variazioni Goldberg (Angel Studio Series) e le Suite Francesi e Inglesi (Teldec) di Bach. 



Tra le sue produzioni vanno annoverate quasi un centinaio di incisioni discografiche. In collaborazione con la coreografa Shirley Wynne, è stato il primo a riportare sulle scene le opere di Rameau con strumenti e coreografie originali. Il recupero rigorosamente filologico del Sant’Alessio di Landi, con riproduzione esatte delle scene originali attribuite a Pietro da Cortona, a Roma ed Innsbruck nel 1981, ha raccolto grandi consensi, così come le tre diverse produzioni della prima riproposta di Jommelli in tempi moderni: La schiava liberata (Amsterdam 1982 ed 1984; Napoli, Teatro San Carlo 1984; Festival di Berkeley 1990). A lui si devono anche le esecuzioni in prima moderna della Semiramide di Cesti (Innsbruck 1987) e del Tito (Innsbruck 1983; Venezia e Torino 1984) dello stesso autore - la sua edizione di quest’opera è stata pubblicata da Novello (Londra) - e del Rodrigo di Händel, quest’ultimo ripresentato, per la prima volta dopo che lo stesso Händel lo offrì ai Medici nel 1707, ad Innsbruck, Madeira e Lisbona nel 1984 e riproposto nel 1997 a Siena per l’Accademia Musicale Chigiana, dove è stato anche registrato da Virgin Classics, con grande consenso di critica e pubblico. 



La finta pazza di Francesco Sacrati, la prima opera rappresentata in Francia (per lungo tempo creduta persa) ha avuto, ad opera di Curtis, la sua riscoperta in una produzione della Fenice di Venezia, che l’ha messa in scena, nel luglio dell1987, in un “teatro barocco” costruito per l’occasione in Campo Pisani. Ha diretto inoltre tre allestimenti dell’Armide di Gluck: il primo al Teatro Bibiena di Bologna nel 1984-1985 e l’ultimo al Théâtre Musical de Paris (Châtelet), nel marzo 1987, con la sua orchestra di strumenti originali. Grande successo hanno ricevuto tre diverse produzioni dell’Ariodante di Handel (Milano, La Scala 1981 e 1982 e Reggio Emilia 1982 con Pier Luigi Pizzi; Innsbruck 1982 e Wexford 1985), Il Giustino di Vivaldi (per il quarto centenario del Teatro Olimpico di Vicenza, ed in seguito portato a Versailles, Venezia, Milano, Buenos Aires, Houston, Ludwigshafen, Solothurn e nel 2001 a Rotterdam dove è stato registrato per Virgin), Il Re pastore di Mozart (allestito per la prima volta a Lisbona nel 1986 con Pier Luigi Pizzi), Paride ed Elena di Gluck (Vicenza), Gli Orazi e Curiazi di Cimarosa (Roma e Lisbona) e Floridante di Händel (tournée in Canada e California, successivamente inciso dalla CBC Canada, 1991 e riproposto nel 2005 al Festival Barocco di Viterbo dove è stato registrato per Deutsche Grammophon-Archiv). Nel 1991 ha diretto Il Ritorno d’Ulisse in patria di Monteverdi (già precedentemente presentato ad Amsterdam e Lisbona) nel settecentesco Teatro Bibiena di Siena, ripreso nel 1993 per le celebrazioni monteverdiane a Treviso e al Semperoper di Dresda e nuovamente nel 2005 ad Oslo. Di questo capolavoro seicentesco Curtis ha anche curato una nuova edizione per Novello.  Per il centenario di Goldoni (1993) ha presentato, con la regia di Pier Luigi Pizzi, al Teatro La Fenice di Venezia la prima esecuzione moderna di Buovo d’Antona con musica del napoletano Traetta e libretto di Goldoni (edito da Opus 111 e in partitura da Ricordi). Ha inoltre diretto, con regia e allestimento di Pier’Alli, per il Teatro Massimo di Palermo Il ballo delle ingrate di Monteverdi e Dido and Aeneas di Purcell (1994) e per il Teatro Filarmonico di Verona La fida ninfa di Vivaldi (1995). Nel 1996, con la regia di Luciano Alberti, ha diretto l’Euridice di Peri nella sfarzosa cornice del giardino di Villa Demidoff a Pratolino (Firenze). Nel 1995 ha collaborato, insieme al suo ensemble Il Complesso Barocco, con il regista Werner Herzog per il film, Morte a cinque voci, vincitore del Prix Italia 1996 e del Premio Rembrandt (Amsterdam 1996) dedicato alla figura di Carlo Gesualdo da Venosa. Due produzioni riguardano la prima ripresa in tempi moderni di due opere seicentesche: La liberazione di Ruggero dall’isola di Alcina dovuta a Francesca Caccini, presentata al Teatro Metastasio di Prato (1998), e La patienza di Socrate con due mogli di Antonio Draghi allestita per la Sagra musicale malatestiana (1998). Nel 2000 è stato invitato a Halle per aprire l’Händel-Festspiel con un Concerto di Gala e per dirigere una nuova produzione di Radamisto con la regia di Lindy Hume. Sempre haendeliane erano le prime assolute italiane di Arminio (International Händel Recording Prize 2002), presentato al Festival di Solothurn (Svizzera), in seguito all’Accademia Chigiana di Siena e con successo strepitoso al Concertgebow di Amsterdam, e quella di Deidamia prodotta nel 2002 sempre dall’istituzione senese e registrata per Virgin Classics (Preis der Deutschen Schallplattenkritik 2003 e International Händel Recording Prize 2004). Il ciclo delle opere handeliane prosegue con Radamisto (Viterbo e Vienna 2003 e registrata per Virgin Classics), con Rodelinda (Deutsche Grammophon-Archiv) presentata a Vienna, Londra, Bilbao e Viterbo, Lotario (BMG Harmonia Mundi) per il Festival haendeliano di Goettingen, Tolomeo (DGG-Archiv) eseguito a Parigi al Théâtre des Champs-Élysées, Madrid e Valladolid, Giove in Argo portata nel 2007 ai festival di Goettingen, Halle e Hannover, Alcina (DGG-Archiv di prossima uscita) eseguita in versione di concerto nel 2007 al Théâtre de Poissy (Parigi), alla Sala Verdi di Milano (per MITO) e al Festival Barocco di Viterbo, Ezio (DGG-Archiv di prossima uscita) egualmente prodotto per MITO (Torino, Sala Verdi) e il Théâtre de Poissy nel 2008. Ampio successo ha anche riscosso l’allestimento scenico di Fernando re di Castiglia nel 2005 al Sao Carlos a Lisbona, all’Opera di St. Gallen e al Festival dei Due Mondi di Spoleto e pubblicato nel gennaio 2007 (Virgin). Due recenti produzioni si sono concentrate sulle opere di Vivaldi con la ricostruzione di Alessandro Ciccolini: Motezuma (registrato in prima mondiale per DGG-Archiv), capolavoro ritenuto perduto e restituito al pubblico da Curtis e allestito nel 2007, con la regia di Stefano Vizioli, in più riprese al Teatro Sao Carlos di Lisbona, al Teatro Arriaga di Bilbao, all’Hessisches Staatstheater di Wiesbaden, nonché presentato in forma di concerto a Parigi (Théâtre des Champs-Élysées), a Vienna (Theater an der Wien), Siviglia (Teatro de la Maestranza) e Valladolid; l’Ercole sul Termodonte, presentato con regia scene e costumi di John Pascoe al Festival di Spoleto 2006 e prodotto in DVD per Dynamic. Per il 50° anniversario dello stesso Festival nel 2007, Curtis è stato impegnato in una nuova produzione di Ariodante di Händel sempre concepita da Pascoe e documentata in DVD da Dynamic. 




Il suo interesse per Gluck si è rinnovato di recente con l’Ezio, opera su libretto di Pietro Metastasio, presentata nel 2008 a Vienna (Theater an der Wien) e al Théâtre de Poissy e di prossima uscita. Nel 2009 sono in programma, in occasione delle celebrazioni per il centenario della scomparsa di Händel, la registrazione di due opere del compositore sassone, Agrippina e Berenice, l’esecuzione di due suoi capolavori nel settore degli oratori - il Messia e Theodora - e un nuovo allestimento dell’Alcina con la regia di John Pascoe per l’Hessisches Staatstheater di Wiesbaden. A questi impegni si aggiungono inoltre la prima ripresa in tempi moderni dell’Ezio di Niccolò Jommelli e un tour di concerti con la partecipazione della scrittrice Donna Leon. 

(biografia tratta da ilcomplessobarocco.com)