giovedì 16 febbraio 2017

“Vincenzo Romaniello” di Vincenzo Vitale

da Vincenzo Vitale, Il pianoforte a Napoli nell’Ottocento
Vincenzo Vitale (Napoli, 13 dicembre 1908 – Ivi, 21 luglio 1984)

Vincenzo Romaniello

(Foto: consultamusicale.it)

Il Carnaval de Pesth è la nona rapsodia di Liszt. Ogni pianista degno di questo nome non ne ignora le trascendentali difficoltà. È un pezzo che solo pochi virtuosi possono eseguire: banco di prova del raggiunto dominio della tastiera. Vincenzo Romaniello lo padroneggiava da giovane con magistero pianistico: pronostico d’una felice carriera. Che si arrestò sulle soglie del Conservatorio di Musica in S. Pietro a Majella quando Vincenzo Romaniello, che l’aveva già frequentato come alunno esterno e come convittore, vi fu nominato insegnante di pianoforte.


Secondo in graduatoria, dopo Giuseppe Martucci, in seguito ad un concorso per titoli, gli fu assegnato l’insegnamento di pianoforte complementare in mancanza d’una cattedra ‘principale’. Cattedra che gli fu affidata dopo la morte del suo maestro Ernesto Coop.

Vincenzo Romaniello insegnò nella sezione femminile del Conservatorio. La separazione dei sessi era osservata con severità e rigore dal ‘censore’ dell’Istituto: un ometto piccolo, grassoccio e baffuto, sempre correttamente vestito, con redingote e bombetta.

Romaniello covava le sue alunne in un’aula protetta da finestre col vetro opaco, al secondo piano. Anche questo accorgimento era studiato dal ‘censore’, che aveva confinato i maschi a pianterreno o al primo piano. Gli arrampicamenti sui muri gli risultavano più complessi delle discese con funi o lenzuola annodate.

In questo mondo ginecologico e virgineo Romaniello s’impantanò, sacrificando il suo talento di esecutore sull’ara di Vesta: e furono centinaia le fanciulle ch’egli avviò al pianoforte. Attrezzato di tutti i ferri didattici necessari alla bisogna, dall’immancabile Metodo al corredo di pezzi da salon, operò ininterrottamente in Conservatorio e fuori. Ed in tutte le stagioni. D’estate portava la moglie e la figlia a Somma Vesuviana ‘in campagna’: egli stesso, teoricamente, vi si trasferiva, ma l’atto del villeggiare non si confaceva alla sua operosità. La mattina, quando le viti ed i frutteti sorridevano al sole nascente, si avviava alla stazione della Circumvesuviana sorreggendo il panierino bucherellato in cui la moglie aveva sistemato la merenda che doveva sostenerlo fino al ritorno serale. E s’immergeva di nuovo nell’opus didascalico che esercitava nel ventre di Napoli, a piazza Carità. Anche Romaniello coltivò apprezzabili iniziative. Due, sopra tutte, incisero nella vita musicale di Napoli. Una Società orchestrale ed il ‘Circolo Romaniello’ istituito parallelamente al più qualificato ‘Circolo Cesi’.

Alle tre lezioni settimanali e mattutine in Conservatorio, seguivano i pomeriggi riempiti dalle lezioni private. Un lavoro incessante: estate ed inverno erano interrotti solo meteorologicamente dalla primavera e dall’autunno. Le stagioni non interferivano nella tenacia professionale di Vincenzo Romaniello. Ma tanta dedizione doveva dissolversi in un totale annullamento di qualsiasi traccia non che umana persino immobiliare e mobiliare.

La casa di Vincenzo Romaniello fu inghiottita dagli sventramenti seguiti alle cosiddette riforme edilizie. Scomparvero pure i suoi mobili, venduti all’asta dall’amministratore municipale per mancanza di eredi. La moglie paralitica e la figlia cieca erano scomparse prima di lui.

Chi conobbe Romaniello e la sua bruciante passione per l’insegnamento non considerò una così squallida conclusione del vivere dell’insigne personaggio un immeritato castigo. L’assiduo operare con fede ed entusiasmo riempì la vita di questo maestro laborioso e zelante, ripagandolo dei sinistri colpi del destino. Laboriosità e zelo che possono rintracciarsi nell’unica sua fatica ancora produttiva: l’onesta e rispettosa revisione didattica delle musiche pianistiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

(Vincenzo Vitale, Il pianoforte a Napoli nell’Ottocento, Saggi Bibliopolis 10, Napoli: Bibliopolis 1983, pp. 115-116)


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