martedì 18 aprile 2017

“Don Giovanni”: la trama

Il dissoluto punito, o sia Il Don Giovanni
Dramma giocoso in due atti KV 527

Musica Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791)
Libretto 
Lorenzo Da Ponte (Ceneda, 1749 – New York, 1838)

Prima rappresentazione
Praga, Nationaltheater, 29 ottobre 1787



Personaggi

Don Giovanni, giovane cavaliere estremamente licenzioso (Baritono o Basso)
Leporello, suo servitore (Basso)
Donna Anna (Soprano)
Don Ottavio, promesso sposo di Donna Anna (Tenore)
Commendatore, padre di Donna Anna (Basso)
Donna Elvira, dama di Burgos abbandonata da Don Giovanni (Soprano)
Masetto, contadino (Basso)
Zerlina, promessa sposa di Masetto (soprano)

Contadini e contadine, suonatori e servitori

Le vicende si svolgono in Spagna, nel XVI secolo


ATTO I

Leporello cammina avanti e indietro, dinanzi alla casa di Donna Anna, aspettando Don Giovanni, il suo padrone, intrufolatosi di nascosto e mascherato in casa per sedurre Donna Anna: è notte, Leporello è annoiato e si lamenta del suo padrone (“Notte e giorno faticar”). Nel frattempo in casa, Donna Anna accortasi dell’inganno inizia a urlare e insegue il cavaliere mascherato che scappa. In quel momento arriva il Commendatore, padre di Donna Anna, che sfida Don Giovanni a duello venendo da lui ucciso. Don Giovanni e Leporello fuggono mentre Donna Anna arriva scortata da Don Ottavio, suo promesso sposo: quando vede il cadavere del padre sviene  (“Ma qual mai s’offre, oh Dei”) e chiede al suo fidanzato di vendicarne la morte (“Fuggi, crudele, fuggi!”).

Don Giovanni, seguito sempre dal fedele Leporello, è in giro a cercare nuove conquiste: i due scorgono in lontananza una donna e si avvicinano. Con amarezza, scoprono che si tratta di  Donna Elvira, sedotta e abbandonata pochi giorni prima e che è in cerca proprio di Don Giovanni (“Ah! chi mi dice mai, quel barbaro dov’è?”).

Don Giovanni cerca prima di giustificarsi (“là? Stelle” che vedo!”), poi approfittando di una distrazione della donna, lascia Leporello da solo con Donna Elvira e scappa. Il servitore confessa alla donna quale sia la vera natura del suo padrone (“Madamina!Il catalogo è questo”): poi, scappa anche lui.

Nel frattempo, Don Giovanni, che si trova in un paese contiguo al suo palazzo, si accorge di un gruppo di persone davanti a un’osteria che festeggiano le nozze di due contadini, Masetto e Zerlina (“Giovinette che fate all’amore”): immediatamente cerca di sedurre la sposina, dando ordine a Leporello, che lo ha raggiunto, di distrarre Masetto, il quale accetta di allontanarsi suo malgrado (“Ho capito, signor sì”).

Rimasto da solo con Zerlina le promette amore e matrimonio (“Là ci darem la mano): la donna sta quasi per cedere quando, all’improvviso, arrivano prima Donna Elvira (“Fermati, scellerato!”) e poi Donna Anna e Don Ottavio. I tre non sanno che Don Giovanni è l’assassino del Commendatore ma, a un certo punto, Donna Anna lo riconosce dalla voce (Don Ottavio, son morta!) e torna a chiedere a Don Ottavio di vendicarsi.

Nel frattempo, Zerlina cerca di calmare Masetto giustamente ingelositosi (“Masetto, senti un po’” e “Batti, batti, o bel Masetto”): Don Giovanni, invece, tenta nuovamente di conquistare la giovane e, a tal proposito, ha deciso di organizzare una festa alla quale ha invitato i due sposini e gli altri contadini.

Mentre si svolge la festa nel palazzo di Don Giovanni sopraggiungono anche Donna Elvira, Donna Anna e Don Ottavio mascherati: anche loro sono invitati alla festa.

Don Giovanni tenta nuovamente di sedurre Zerlina, ma la ragazza urla facendo arrivare tutti gli invitati in suo soccorso: Donna Elvira, Donna Anna e Don Ottavio si tolgono la maschera e accusano apertamente l’uomo, tentando di arrestarlo (“Trema trema scellerato”). Don Giovanni riesce, però, a scappare insieme a Leporello.

ATTO II

Don Giovanni e Leporello sono davanti alla casa di Donna Elvira: pur disapprovando totalmente il comportamento del padrone (“No, no, padrone, no no”), il servitore accetta di scambiarsi con lui i vestiti per consentirgli di sedurre la cameriera di Donna Elvira. Quest’ultima si affaccia alla finestra (“Ah, taci, ingiusto core”) e scorgendo Leporello travestito crede che sia il suo amato ravveduto e si allontana con lui. Il vero Don Giovanni, von gli abiti del suo servitore, sta, invece, cantando una serenata alla cameriera (“Deh vieni alla finestra”). Arriva Masetto, con altri contadini armati, pronto a vendicarsi ma non riconosce l’uomo e da lui viene malmenato. Poco dopo sopraggiungono anche Zerlina, Donna Anna e Don Ottavio che vorrebbero giustiziare Leporello: questi, impaurito, svela la propria identità e scappa.

A notte fonda,Leporello raggiunge Don Giovanni che si è rifugiato in un cimitero: mentre gli racconta le sue disavventure, si sente una voce in lontananza (“Di rider finirai pria dell’aurora”). È la statua del Commendatore che preannuncia la morte di Don Giovanni se quest’ultimo non si pentirà dei suoi misfatti. Il cavaliere, per nulla intimorito, invita la statua a cena.

Nel frattempo, Donna Anna prega nuovamente Don Ottavio di vendicare la morte del padre: altrimenti non si potranno celebrare le loro nozze.

A casa di Don Giovanni la sala è illuminata e l’uomo è pronto per la cena (“Già la mensa è preparata”); mentre mangia il cavaliere ascolta alcune arie di celebri opere (Una cosa rara di Martín y Soler, Fra i due litiganti il terzo gode di Giuseppe Sarti e Le nozze di Figaro dello stesso Mozart). Sopraggiunge Donna Elvira che, per l’ennesima volta, chiede all’uomo di pentirsi (“L’ultima prova dell’amor mio”), ma viene da quest’ultimo derisa (“Mi meraviglio! Cosa volete?); la donna allora si allontana ma urla terrorizzata da qualcosa.

Leporello va a vedere cosa sia successo ma ritorna terrorizzato: ha visto la statua del Commendatore dinanzi al palazzo. Don Giovanni ordina di aprire la porta: il “convitato di pietra” entra e per ricambiare l’invito ricevuto, invita a sua volta a cena Don Giovanni e gli chiede ancora di pentirsi (“Dammi la mano in pegno!). Don Giovanni gli dà la mano, ma rifiuta di pentirsi: sotto i suoi piedi si apre allora la terra e le fiamme lo avvolgono.

Arrivano, intanto, tutti gli altri personaggi (“Ah, dov’è il perido, dov’è l’indegno?”). L’opera si conclude con Don Ottavio che chiede a Donna Anna di sposarlo, con la festa delle nozze tra Masetto e Zerlina, con Donna Elvira che decide di ritirarsi in convento e Leporello in cerca di un nuovo padrone. Soprattutto, termina con la morale del dramma (“Questo è il fin di chi fa mal”).


Adriana Benignetti