venerdì 9 ottobre 2015

La Scala ricorda Carlo Bergonzi

Sabato 10 ottobre alle ore 17.00, incontro dedicato a Carlo Bergonzi al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala


Nell’ambito del ciclo “Grandi voci alla Scala”, sabato 10 ottobre alle ore 17.00, al Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala, si terrà un incontro dedicato a uno dei più grandi tenori della “famiglia” scaligera, Carlo Bergonzi, scomparso a 90 anni il 25 luglio 2014

L’incontro sarà coordinato da Sabino Lenoci e Giancarlo Landini, con ascolti, proiezioni video, ospiti e testimonianze. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Il ciclo “Grandi voci alla Scala” prevede un altro appuntamento, sabato 14 novembre, dedicato al baritono Piero Cappuccilli.


Per quarant’anni Carlo Bergonzi ha incrociato la sua carriera con la storia della Scala, arricchendola con il suo talento e la sua umanità. Aveva debuttato con Mas’Aniello, opera di Jacopo Napoli, nel 1953, diretto da Nino Sanzogno, a 29 anni. Ne aveva 69 nella sua ultima apparizione, un recital del 25 ottobre 1993, e la voce tecnicamente impeccabile era ancora capace di lunghi fiati e fraseggi limpidi. Verdiani sono quasi tutti i titoli dei suoi quarant’anni scaligeri. In palcoscenico l’ultima volta di Bergonzi risale al 1976, diretto da Thomas Schippers nell’Aida storica di Zeffirelli: Radames accanto a Montserrat Caballé e all’Amneris di Grace Bumbry. Il 1968 è l’anno di Un ballo in maschera, direttore Antonino Votto, accanto all’Amelia di Leontyne Price; il 1967 quello di un memorabile, doppio Trovatore: spettacolo di Visconti, Gavazzeni sul podio, compagni Piero Cappuccilli e Fiorenza Cossotto nelle recite di dicembre; Giangiacomo Guelfi, Gwyneth Jones e ancora Cossotto in quelle di aprile. Risalendo negli anni, La forza del destino per il 7 dicembre del 1965, seguita da Aida in aprile, Il trovatore nel ’64 (con Cappuccilli e Simionato), ancora Aida nel ‘63, Simon Boccanegra e La forza del destino nel ’55. Uniche eccezioni a Verdi rimangono, non meno memorabili, il Donizetti de L’elisir d’amore (1966) e di Lucia di Lammermoor (al Bolshoi, nel ruolo di Edgardo lasciato da Gianni Raimondi), il Boito di Mefistofele (1964) e il Mas’Aniello di Napoli nel ’53. Incastonata nel lungo percorso verdiano si staglia la Messa da Requiem diretta da Herbert von Karajan: nel 1963 alla Scala, nel settembre del ’64 al Bolshoi per la prima tournée a Mosca, il 14 ottobre del 1967 a Montreal per l’Expo e quattro giorni dopo alla Carnegie Hall di New York. Sempre lo stesso quartetto di voci soliste: Carlo Bergonzi, Leontyne Price, Fiorenza Cossotto, Nicolai Ghiaurov.  Quel Requiem è ancora un punto di riferimento, com’è e sempre resterà la voce di Bergonzi per chiunque voglia intendere che cosa sia una dizione scolpita sulla parola scenica dell’opera italiana, non solo di Verdi.