sabato 17 dicembre 2016

“Fidelio”: la trama

Fidelio
Opera in due atti

Musica
Ludwig van Beethoven (Bonn, 17 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827)



Libretto
Jospeh Sonneleithner (Vienna, 3 marzo 1776 – Ivi, 25 dicembre 1835) e Georg Friedrich Treitschke (Lipsia, 29 agosto 1776 – Vienna, 4 giugno 1842), da Léonore di Jean-Nicolas Bouilly (Joué-lès-Tours, 23 gennaio 1763 – Parigi, 24 aprile 1842)

Prima rappresentazione
Vienna, Theater an der Wien, 20 novembre 1805 (seconda versione: Theater an der Wien, 29 marzo 1806; terza versione: Teatro di Porta Carinzia, 21 maggio 1814)

Personaggi

Don Fernando, ministro (basso)
Don Pizarro, governatore di una prigione di stato (basso)
Florestan, un prigioniero (tenore)
Leonore, sua moglie, sotto il nome di Fidelio (soprano)
Rocco, carceriere (basso)
Marzelline, sua figlia (soprano)
Jaquino, portiere (tenore)

Prigionieri, ufficiali, guardie, popolo

Trama (testo tratto dal sito del Teatro Lirico di Cagliari)

Atto I

Nel cortile di una prigione spagnola, il giovane guardiano Jaquino corteggia Marzelline, figlia del capocarceriere Rocco, che però risponde con sufficienza alle sue proposte di nozze: è innamorata di Fidelio, il giovane aiutante da poco assunto da Rocco e apprezzato anche da questi, che incoraggia i sentimenti della figlia. Fidelio, in realtà, è Leonore, gentildonna introdottasi con questo stratagemma in carcere avendo avuto notizia che vi si trova il marito, Florestan, da lungo tempo detenuto perché perseguitato dal tirannico governatore delle prigioni di stato, Don Pizarro. Mentre Fidelio/Leonore si rende conto con turbamento dei sentimenti di Marzelline, Pizarro arriva circondato dalle sue guardie: teme la visita d’ispezione del Ministro, Don Fernando, e proprio per questo ha bisogno di eliminare rapidamente Florestan, detenuto illegalmente. Quando Pizarro cerca di convincere Rocco a uccidere il prigioniero, l’uomo rifiuta, ma poi accetta almeno di scavare la fossa. Leonore ha ascoltato la conversazione e ottiene da Rocco che i reclusi possano trascorrere qualche momento al sole, fuori delle celle. Spera così di ravvisare, tra essi, il marito, della cui presenza l’accanimento di Pizarro l’ha resa quasi certa. Rocco rivela tutto a Fidelio/Leonore e la donna, che non ha visto il marito fra i prigionieri, decide di seguirlo nella segreta con il pretesto di dargli aiuto. Rientra Pizarro, furioso nel vedere che si sono fatti uscire i prigionieri dalle celle senza il suo permesso.

Atto II


Nel tetro squallore del sotterraneo, Florestan piange il suo destino e tuttavia nella sua immaginazione febbrile crede di rivedere Leonore che giunge a dargli la libertà. Sviene e non si accorge dell’arrivo di Rocco e Fidelio/Leonore, ma il finto aiutante riconosce il marito nel prigioniero. Rocco, impietosito, offre un po’ di vino a Florestan e la donna, rivelatasi al consorte, lo esorta a sperare. Pizarro scende per uccidere Florestan ma Leonore gli si slancia contro impugnando una pistola. Si odono gli squilli della coorte del Ministro e, prima che Pizarro si sia riavuto dallo stupore, Rocco lo trascina via. Riunitisi tutti, nel cortile, guardiani e prigionieri, il Ministro annuncia la fine della tirannia di Pizarro, che viene arrestato. Leonore e Florestan, in cui Don Fernando riconosce un suo vecchio amico, vengono liberati in un gioioso canto di lode al coraggio di Leonore e alla forza dell’amore coniugale.


Adriana Benignetti